google-site-verification=7uKx5_fN3o3T5QzA32ghvf9sBTlYQ7L5-Vdakr72l3Q The Dragon who shook the Earth

The Dragon who shook the Earth

March 3, 2018

(Italiano in fondo) Once upon a time there was a dragon living in the depths of the Earth. The dragon was huge, the planet had been his home for thousands of years, although the inhabitants of the surface were unaware of his existence. The dragon's breath warmed the planet from its depth, guaranteeing a balance which the inhabitants of the surface never noticed. These people, in particular most of the ones so called 'humans', during the centuries had multiplied on such a large scale that they had started to believe they were the owners of the Earth that hosted them, and had begun to exploit it without thinking of the consequences. Or perhaps thinking that the consequences would hit the future generations, for whom they basically did not care so much. But the dragon could feel everything, every movement on the surface, every drill, every explosion of those devices called 'bombs', each 'experiment' on what was taking place on Earth, especially those which had to do with the offences of the Earth's surface, above or below the seas and oceans.

 

 

 

And the dragon, whose body resonated with the events on the surface, began to show signs of suffering, because every injustice and every action that caused pain on Earth generated pain also in his body, and consequently restlessness. He was very sensitive (because, you know, he was also sensitive to the suffering of all living species), so he started moving, in sleep and wakefulness, triggering the phenomena that humans call 'earthquakes'.

The dragon did not want to cause harm, but you know, pain is pain, and it is not easy to stay still and calm when you feel pain.

The matter was even more complicated because of the resonance between the living beings on the surface and the Dragon. Because the more people were frightened, indulging in fear and despair, the more the dragon felt fear and pain, and his restlessness grew.

 

Fortunately, on Earth there lived also people of wisdom, who knew the secrets of the Earth and knew of the existence of the dragon. One of them reminded other people of good will about the existence of the dragon, and his resonance with what was happening on the surface of the planet.

 

This person suggested that everybody create within themselves a state of calm, of peace and loving kindness to transmit to the dragon, and to all the people who, on the surface of the Earth, were working to restore balance between mankind and the Earth, and Nature, itself:

 

"You have to start by calming your breath, breathing slowly and deeply, and listening to the beating of your heart that gently is calming down... Imagine inhaling light and fresh air, and exhaling calm and serenity, spreading them all around, around yourself and toward the depths of the Earth... starting to cultivate from your heart a growing awareness of the connections between everything existing, and acting accordingly, with responsibility and respect.

This would bring calm inside, and would calm the dragon.

And then, start to tell a story and spread it all around. Tell the tale of the dragon who lived in the depths of the Earth, to spread the message and spread the invitation to awareness and responsible actions, in order to increase respect for natural balance."

 

One by one, the inhabitants of the Earth began to pass the word, telling this story and other fairy tales that contain secrets. One by one, the inhabitants of Earth began to become every day more responsible for their actions, and little by little the balance between mankind and Nature was restored.

 

This is only a fairy tale, but beyond the tale, the message that people of wisdom want to bring to the world, especially in these times, is:

 

“Embody the change you want to see realized in the world.”

 

If we have not yet begun, it is time to start.

 

Il Drago che scuoteva la Terra

 

C’era una volta un drago che viveva nelle profondità della Terra.

Il drago era enorme, quel pianeta era la sua casa da millenni, anche se gli abitanti della superficie non erano consapevoli della sua esistenza. Il respiro del drago scaldava il pianeta in profondità e garantiva tutta una serie di equilibri di cui gli abitanti della superficie non sapevano nulla. Questi abitanti, in particolare gran parte di quelli di specie definita “umana”, nei secoli si erano riprodotti su così vasta scala da credersi padroni della terra che li ospitava, e avevano iniziato a sfruttarla senza pensare alle conseguenze. O forse pensando che le conseguenze sarebbero casomai ricadute su generazioni future di cui a loro in fondo non importava granché.

 

Ma il drago percepiva ogni cosa, ogni movimento sulla superficie, ogni trivellazione, ogni esplosione di quegli ordigni chiamati “bombe”, ogni “esperimento” sulla che aveva luogo sulla Terra, soprattutto quelli che avevano a che fare con l’offesa della crosta terrestre, sopra o sotto la superficie dei mari e degli oceani. E il drago, il cui corpo risuonava con gli eventi in superficie, iniziò a dar segni di sofferenza, perché ogni ingiustizia e ogni azione che causava dolore sulla terra generava nel suo corpo dolore, e di conseguenza irrequietezza. Sensibile com’era (perché, sapete, era sensibile anche alla sofferenza di ogni specie vivente), si girava e si rigirava, nel sonno e nella veglia, scatenando quelli che gli abitanti umani della superficie chiamavano “terremoti”. Il drago non voleva arrecare danno, ma sapete, il dolore é dolore, e non é facile star e fermi e mantenere la calma quando si prova dolore. Quel che complicava ancor più le cose era proprio la risonanza tra gli esseri viventi e il drago. Perché più le persone si spaventavano e si lasciavano andare alla paura e alla disperazione, più il drago provava paura e dolore, e la sua irrequietezza aumentava.

 

Fortunatamente sulla Terra vivevano anche persone di saggezza, che conoscevano i segreti della terra e sapevano dell’esistenza del drago. Una tra queste persone ricordò ad altre persone di buona volontà dell’esistenza del drago, e della sua risonanza con quanto accadeva sulla superficie della terra. E suggerì di creare dentro loro stesse quello stato di calma, di quiete e di amorevolezza per trasmetterlo al drago e a tutte le persone che, sulla superficie della terra, stavano operando per riportare equilibrio tra il genere umano e la Terra stessa.

 

Bisognava iniziare calmando il proprio respiro, respirando lentamente, e ascoltando il battiti del proprio cuore mentre dolcemente si calmavano…Immaginare di inspirare luce e aria pura e di espirare calma e serenità spandendole tutte intorno, intorno a sé e verso le profondità della Terra, impegnandosi dal profondo del cuore a coltivare una sempre maggiore consapevolezza delle connessioni tra tutto quanto esiste, e agendo di conseguenza, con responsabilità e rispetto. Questo avrebbe portato calma dentro, e avrebbe calmato il drago. E bisognava raccontare una favola, la favola del Drago che abitava nelle viscere della Terra, per far circolare il messaggio e diffondere l’invito alla consapevolezza e alle azioni responsabili e rispettose degli equilibri naturali. A uno a uno, gli abitanti della Terra iniziarono a passarsi parola, raccontando questa favola, e altre favole che custodivano segreti. A uno a uno, gli abitanti della Terra iniziarono a diventare ogni giorno più responsabili delle loro azioni, e un poco alla volta l’equilibrio tra il genere umano e la Natura venne ripristinato.

 

Questa é una favola. Ma, al di là della favola, il messaggio che le persone di saggezza portano al mondo, soprattutto in questi tempi, é:

 

“Incorpora il cambiamento che vuoi vedere realizzato nel mondo”.

 

Se non abbiamo ancora iniziato, é tempo di cominciare.

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